Monthly Archives: maggio 2008

assemblea ordinaria 2008

VERBALE DELL’ASSEMBLEA ORDINARIA ANNO 2008

 

Il giorno 20 del mese di Aprile dell’anno 2008, alle ore 8.30 in prima convocazione e 9.30 in seconda convocazione, presso il villaggio Estella di Montepaone Lido (CZ), ha luogo l’assemblea annuale della GADCO Regionale, per discutere il seguente ordine del giorno:

  1. Relazione della Presidente;
  2. Bilancio consuntivo 2007;
  3. Bilancio preventivo 2008;
  4. Varie ed eventuali.

Presiede l’assemblea la Dott.ssa Gaetana Franco (Presidente GADCO Regionale), funge da segretaria verbalizzante la Prof.ssa Myriam Calipari (Segretaria GADCO Regionale).

Prende la parola la Dott.ssa Franco la quale, prima di dare inizio ai lavori dell’assemblea legge la lettera inviata al Presidente Regionale AVIS Salvatore Barbieri dalle dott.sse Pucci e Pontari (responsabili – rispettivamente medico e biologo – della Calabria Cord Blood Bank) nella quale viene inviato un caloroso saluto alle donatrici GADCO per la sensibilità dimostrata  e alla rete delle sezioni GADCO, che tanto impegno hanno profuso nella diffusione della cultura della donazione. La Dott.ssa Franco, poi,  ripercorre un po’ la storia (seppur breve) dell’associazione e relaziona sulle attività svolte dalla GADCO nel corso di quest’anno (1° punto all’o.d.g.). Visualizzando la dislocazione delle varie sezioni della GADCO in Calabria, si nota subito sono state raggiunte maggiormente le zone dove c’è un centro nascita e che ancora ci sono posti dove non è ancora arrivato il nostro messaggio di solidarietà. Il progetto GADCO, invece, ha il preciso intento di raggiungere tutte le socie avisine, indipendentemente dalla loro possibilità di donare il sangue cordonale. Dal 2006 – anno di costituzione del gruppo a Reggio Calabria – ad oggi sono nati tanti nuove Sezioni (Vibo Valentia, Cosenza, Locride, Piana, Castrovillari, Lametia Terme, Soveria Mannelli, Catanzaro), segno che le donne calabresi sono sensibili e desiderano partecipare a questo progetto solidale. Contemporaneamente sono state accreditate nuove unità di ostetricia sul territorio regionale. Nel 2007, però, iniziano i problemi: la macchina istituzionale, infatti, non aveva previsto una rete per il trasporto delle sacche dai vari centri di raccolta alla Calabria CBB. L’AVIS Regionale della Calabria, nella persona del suo Presidente Barbieri, ha presentato all’Assessorato Regionale ala Sanità un progetto per il trasporto delle unità di sangue (compreso, quindi, quello cordonale), forte della capacità organizzativa dimostrata nel trasporto delle unità di emocomponenti in tutta la Regione. Tale progetto, però, non è stato ancora approvato. Per quanto riguarda le attività svolte dal gruppo, esse possono essere così riassunte:

1.      Attività formativa capillare su tutto il territorio regionale;

2.      Supporto ai 45 ginecologi e delle 98 ostetriche che sono stati abilitati ad eseguire la raccolta del sangue cordonale.

La raccolta fatta in questi anni si evince dal seguente schema:

 

ANNO 2006

– PRIMO SEMESTRE:

– SECONDO SEMESTRE

UNITA’ RACCOLTE

UNITA’ BANCATE (%)

 

500 unità

300 unità

 

6.5 %

13.6 %

ANNO 2007

– PRIMO SEMESTRE:

– SECONDO SEMESTRE

 

250 unità

i dati sono ancora da analizzare

 

13.6 %

Come è facile capire, è diminuito il numero delle sacche raccolte, ma è migliorata la qualità del prelievo. Le unità totali raccolte sono state in numero di 1208, di esse è stato bancato circa il 10% e tale percentuale è uguale a tutte le altre banche della Nazione.

Il ruolo della GADCO, pertanto, è:

  1. Promuovere la diffusione della cultura della donazione;
  2. Fornire alla madre informazioni utili per una corretta valutazione della donazione.

La Dott.ssa Franco esprime grande rammarico perché il precedente Governo, negli ultimi giorni della sua attività, ha dato alle madri il diritto di poter conservare il sangue cordonale “dedicandolo” al proprio bambino. E’ chiaro che la GADCO non può accettare una tale possibilità perché molto lontana dai principi su cui tale gruppo si basa.  Prima di concludere la sua relazione, la Presidente ricorda la GADCO è iscritta al registro del volontariato, pertanto è in grado di poter aver accreditato il cinque per mille; pertanto le socie sono invitate a donare tale cifra nella propria dichiarazione dei redditi.

A questo punto la parola passa alla Dott.ssa Giovanna Foti che, sostituendo l’amministratrice -Dott.ssa G. Micalizzi, assente per seri motivi familiari – legge il bilancio consuntivo 2007 (secondo punto all’o.d.g.), che evidenzia il risultato dello Stato Patrimoniale (attività e passività)  al 31/12/2007. Nella relazione del bilancio di esercizio sono stati osservati principi contabili secondo cui la valutazione delle voci è stata fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuità dell’attività istituzionale.

La Dott.ssa Foti, inoltre da lettura del bilancio preventivo 2008 (3° punto all’o.d.g.) e del verbale della riunione dei componenti il Collegio dei revisori dei conti dal quale si evince che sono congrue le cifre riportate nei documenti con le operazioni contabili effettuate in corso d’anno. Il bilancio presentato tiene conto dell’attività svolta nell’anno precedente e del programma elaborato dall’esecutivo; esso è stato redatto in forma sintetica ma sarà adeguato alle voci previste nel Bilancio Consuntivo 2007 per utile confronto negli esercizi futuri.

L’approvazione della relazione della Presidente e dei suddetti bilanci viene fatta per alzata di mano e viene tutto approvato all’unanimità.

La parola passa alla Dott.ssa Linda Pascuzzi, Presidente GADCO della Provincia di Catanzaro. Dalla sua relazione emerge che il gruppo GADCO di CZ  è stato costituito poco più un anno fa. Da un punto di vista organizzativo si è pensato ad un modello centralizzato con una GADCO provinciale e due responsabili GADCO per ogni Avis comunale. Questa scelta è data dalla considerazione che,  la provincia di CZ è un territorio piccolo in cui prevale per lo più la presenza di comuni al di sotto dei 7000 abitanti e in questo contesto promuovere tante piccole GADCO, sembrava un inutile dispendio organizzativo. Questo tipo di struttura presuppone una stretta collaborazione tra la Sezione provinciale e le AVIS comunali. A distanza di un anno e tenendo conto delle contingenze si può dire che è un modello che funziona. Nell’attività di questo gruppo ci sono due punti di riferimento che consideriamo fondamentali: la Calabria Cord Blood Bank e i ginecologi che lavorano nei centri accreditati. Per esporre con chiarezza lo stato della raccolta nel catanzarese è utile una brevissima cronistoria dividendola nei due anni 2007 e 2008:

Fase 2007

Nel 2006 sono stati accreditati 3 centri di raccolta:

  1. Il presidio ospedaliero di Lamezia Terme
  2. L’ospedale “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro,
  3. il presidio ospedaliero di Soverato.

L’attività di raccolta del sangue cordonale è stata caratterizzata da un equivoco di partenza: sembrava che ci fosse quasi un automatismo tra accreditamento e operatività della struttura accreditata, in realtà ciò non corrisponde al vero. Questo “malinteso” ha disorientato e ha dato vita ad una vivace discussione circa il ruolo e le strategie da assumere. Non è difficile creare consensi sulla donazione del sangue cordonale, contribuire a vincere la grande scommessa delle cellule staminali è un tema di immediata presa, tuttavia tale impegno rischia di vanificarsi nel momento in cui si riesce a dare risposte concrete su dove donare. Questa difficoltà ha fatto nascere anche alcune resistenze all’interno dell’AVIS provinciale circa l’opportunità di investire soldi e impegno nella GADCO.

I problemi, che di fatto hanno bloccato un reale decollo della raccolta, sono fondamentalmente tre:

– il trasporto: le strutture sanitarie del catanzarese distano oltre 150 Km da Reggio Calabria, per coprire questa distanza è necessario avere a disposizione un mezzo e del personale. che gli ospedali non hanno. 

– manca un progetto operativo sulla donazione: le donne devono essere informate per tempo, il consenso informato non può essere firmato durante il travaglio!

– “ostruzionismo di categoria”: i medici non direttamente coinvolti nella raccolta non solo non informano le loro pazienti sulla possibilità della donazione, ma addirittura cercano di dissuadere chi ha la volontà di donare. E’ questa una circostanza che hanno verificato donne vicine all’associazione.

Questo stato di cose ha determinato un livello della raccolta poco significativo. In particolare: sono state fatte 30 donazioni nel presidio ospedaliero di Lamezia Terme, 10 nell’ospedale Pugliese, nessuna nel presidio ospedaliero di Soverato.

Fase due 2008-

Quest’anno fra i centri accreditati manca il presidio ospedaliero di Soverato, momentaneamente sospeso per inattività, è stato invece, inserito il secondo reparto del Pugliese. Per quanto riguarda lo stato della raccolta, in questo periodo si viaggia a due velocità.

Nell’Ospedale Pugliese, pur essendo un ospedale molto grande, il numero delle donazioni risulta molto basso, questo perché i problemi evidenziati nel 2007 sono rimasti pressoché immutati.

Il presidio ospedaliero di Lamezia terme ha raggiunto dei buoni livelli, non solo il termini di quantità ma anche di qualità infatti il bancaggio è del 17.7% contro una media regionale del 9%

Il successo dell’ospedale di Lamezia si deve prima di tutto al fatto che è stato risolto il problema del trasporto, che viene effettuato dall’Avis. E’ stata messa a punto una strategia adeguata, nei corsi di preparazione al parto le donne vengono informate, firmano per tempo il consenso e arrivano in sala parto con il Kit per la donazione. Inoltre il centro trasfusionale ha dimostrato molta sensibilità e molta collaborazione.

Le strategie d’intervento possono essere sintetizzate come segue:

– Partecipazione ai corsi prematrimoniali organizzati dalle parrocchie;

– Distribuzione di materiale informativo presso i medici di base e durante le donazioni;

– Incontri divulgativi organizzati nei diversi comuni e nelle scuole, con l’ausilio di un ginecologo;

– Interazione con i medici addetti alla raccolta.

 Gli obiettivi per il futuro possono essere così sintetizzati:

– entrare nei corsi di preparazione al parto

– avviare una più incisiva campagna di tesseramento

Anche la Dott.ssa Pascuzzi conclude facendo una riflessione sul ruolo e l’opportunità delle banche private. Visto che ci si occupa di “riutilizzo” del cordone ombelicale non si può ignorare questo aspetto. La raccolta delle staminali del cordone ha un senso solo se diventa patrimonio comune,del resto l’Unione Europea raccomanda agli stati membri di non finanziare banche per la conservazione delle cellule staminali contenute nel cordone finalizzate all’uso personale, perché la loro reale utilità è tutta da dimostrare. La questione è arrivata in parlamento il ministro Turco a suo tempo ha emesso delle ordinanze vaghe. Le banche private sono giustamente particolarmente aggressive: sono stati contattati sia i medici ginecologi che i reparti allo scopo di organizzare corsi di formazione per il personale e di informazione per i futuri genitori. E’opportuno riflettere insieme sulla questione ed esprimere con chiarezza il nostro pensiero e contribuire a creare un’opinione.

La Dott.ssa Franco cede la parola alla Dott.ssa Maritato (Presidente GADCO della Provincia di Cosenza) per la sua relazione sulle attività svolte. Tali attività si sono concretizzate, soprattutto in attività promozionali nelle scuole (svolte in partenariato con la medicina scolastica). C’è però il grosso problema del trasporto delle sacche cordonali; alcune neomamme le hanno riferito che chi partorisce il sabato e la domenica non può donare il sangue cordonale perché il sabato e la domenica la Banca è chiusa. Anche il Dott. Piercarlo Spataro, Presidente Provinciale dell’AVIS di Cosenza, conferma che anche a lui sono arrivate queste voci. La Dott.ssa Franco e la Sig.ra Curcio (Responsabile pubbliche relazioni GADCO Regionale) affermano che il Centro Trapianti (che ospita la sede della Banca del Cordone) – così come il Centro Trasfusionale – non possono avere giorno di chiusura. Ci sarà, pertanto, un problema dovuto probabilmente al fatto che nel fine settimana non c’è disponibilità di personale addetto al trasporto e, poiché le sacche devono giungere alla Banca del Cordone entro 24 ore dal prelievo, è inutile prelevarle nel week end.

La Dott.ssa Condemi (Vicepresidente della GADCO della Locride) sostituisce la Presidente – Dott.ssa Epifanio – e relaziona sulle attività svolte dalla sua Sezione, ricordando Mons. Brigantini, che, in occasione della costituzione del gruppo, ebbe parole di elogio e stima per le volontarie della GADCO che, con il loro operato, spargono il profumo del dono. La suddetta dottoressa, poi, unendosi alle considerazioni di Franco e Pascuzzi, critica la possibilità di una donazione “dedicata” del sangue cordonale perché, oltre a non essere più un atto di amore gratuito, nella donazione autologa possono esserci dei rischi sanitari da non sottovalutare.

Passando alla discussione del quarto ed ultimo punto all’o.d.g., vengono discusse le modalità di partecipazione all’Assemblea Nazionale AVIS, che si terrà a Riva del Garda dal 16 al 18 Maggio pp.vv. dalla lettura dello Statuto si evince che ogni Sezione può mandare 1 delegato ogni 100 iscritti.

Infine la Sig.ra Repaci, partecipante all’assemblea come socia GADCO, chiede alla Dott.ssa Franco se è vero che chi partorisce con il “cesareo” non può donare il cordone ombelicale a causa dei liquidi trasfusi con l’anestesia. La Dott.ssa Franco precisa che questa teoria è del tutto opinabile e ne spiega le motivazioni.

Prima di concludere, la Sig.ra Curcio ricorda a coloro che lavorano attivamente nelle varie sezioni di raccomandare alle madri che hanno già donato di fare le visite ed i controlli nei tempi richiesti (da sei mesi ad un anno dopo la donazione). Se ciò non avviene, infatti, le sacche non possono essere bancate.

Reggio Calabria, 20 aprile 2008

Annunci